A tre anni dal dieselgate sono ancora 43 milioni i veicoli inquinanti sulle nostre strade, secondo l’ultimo rapporto di Transport&Environment (T&E).

Sono 43 milioni i veicoli diesel sporchi sulle strade europee; e il loro numero continua a crescere, a tre anni dallo scandalo dieselgate. Anche una vettura diesel che ha superato i test, emette nove volte la quantità legale di ossido di azoto (NOx) se guidata in maniera non simulata. A sostenerlo è un nuovo studio della ONG Transport&Environment (T&E): il rapporto dimostra che i motori a combustione, compresi quelli che hanno superato il test di guida reale, non sono puliti e continueranno ad inquinare nel prossimo futuro.

Secondo l’associazione che si batte per la mobilità sostenibile, Il numero di auto e furgoni dieselinquinanti in circolazione è aumentato di 5 milioni rispetto allo scorso anno, e di ben 14 milioni quando è stata scoperta la truffa del dieselgate. Ci sono, continua lo studio, circa 8,7 milioni di diesel sporchi in Francia, 8,2 milioni in Germania, 7,3 milioni nel Regno Unito; e 5,3 milioni in Italia. Molte di queste auto vengono ora esportate verso est e alla fine finiranno in Africa. T&E sostiene che se l’Europa non agirà, le auto diesel ad alta emissione inquineranno l’aria delle città di tutto il mondo per i decenni a venire.

Analogamente, una Ford Fiesta a benzina produce emissioni di particolato più del doppio rispetto a quelle guidate in maniera simulata. Contrariamente alle affermazioni del settore, i risultati mostrano che anche le auto nuove produrranno molto più inquinamento nelle mani dei conducenti rispetto a quando sono state testate in laboratorio.

Un’indagine effettuata da T&E su 1.300 taxi diesel e presentata nel rapporto, ha rilevato che il 4% di essi produce emissioni di particolato molto elevate – nonostante i filtri antiparticolato diesel siano obbligatori dal 2011. Un tasso del 4% di guasti delle apparecchiature e manomissione intenzionale raddoppia le emissioni di particolato di tutti i diesel.

Il rapporto evidenzia anche le emergenti preoccupazioni per la salute su una serie di sostanze inquinanti non regolamentate, tra cui il benzene cancerogeno, i composti carbonilici e gli idrocarburi aromatici policiclici (IPA).

Florent Grelier ha concluso: “I dati mostrano che le auto con motori a combustione interna non erano pulite in passato, non sono pulite oggi e non saranno pulite nel prossimo futuro. L’industria automobilistica troverà sempre nuovi modi per aggirare i test e ottimizzare i risultati. L’unico modo per garantire che le auto siano veramente pulite è accelerare il passaggio alla tecnologia a zero emissioni e ai veicoli elettrici “.

A ottobre il Parlamento europeo e gli Stati membri finalizzeranno i loro emendamenti alla proposta della Commissione per i limiti delle emissioni di nuove auto e furgoni di CO2 nel 2025 e nel 2030. L’obiettivo di questa battaglia è che l’Europa sostenga le vendite delle auto a idrogeno o elettriche.

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